giovedì 9 giugno 2016

A ogni zona il suo Classico: Verticale di 6 annate di Chianti Classico Riserva Montefioralle

Venerdì 20 maggio nei locali de La Divina Enoteca a Firenze, per la prima volta l'azienda agricola Montefioralle si è lanciata in una delle sfide più difficili e rischiose per un'azienda: la verticale.
Partendo dal 1985 per arrivare al 2012 abbiamo assaggiato una carrellata di 6 annate rappresentative di diversi periodi di questa piccolissima azienda di Greve in Chianti.
Montefioralle è il nome di un piccolo e bellissimo borgo medievale a pochi minuti da Greve e l'azienda agricola Montefioralle si trova a poche centinaia di metri dal centro del paese.
L'origine dell'azienda si ricollega ad un'idea di Renato Sieni che, giunto all'età della pensione nel 1964, si accorda col priore del paese di Montefioralle per prendere in gestione la vigna che da secoli veniva curata dai parroci del borgo. Renato con l'aiuto del figlio Fernando pianta delle nuove viti e inizia la produzione del vino che all'epoca si chiamava "S. Stefano a Montefioralle". Così in quegli anni inizia la vinificazione di Chianti Classico nel 'beneficio' della parrocchia di S. Stefano. Successivamente negli anni '90 l'amministrazione ecclesiastica decide di vendere il podere che subito viene acquistato dalla famiglia Sieni. Adesso la titolare dell'azienda è Alessia, la figlia di Fernando, che con l'aiuto del padre e del fratello Lorenzo gestisce la produzione e la commercializzazione dei prodotti.
sieni  family
L'azienda è veramente molto piccola, a conduzione familiare con non più di 10000 bottiglie prodotte ogni anno divise tra il Chianti Classico, il Chianti Classico Riserva, il Vinsanto ed il Supertuscan.
Il vino della serata è stato il Chianti Classico Riserva, a base Sangiovese con un poco di Canaiolo e Colorino affinato 24 mesi in barrique usate.


Alessia, Lorenzo, Manila (moglie di Lorenzo e anche lei parte attiva dell'azienda) e Fernando arrivano prima dell'evento per aiutarci in un importante evento: la stappatura del 1985, il primo vino in degustazione è una grande incognita. Lorenzo armato di cavatappi a lame inizia ad armeggiare con le bottiglie, Manila nel frattempo ci prova col cavatappi tradizionale. I tappi sono molto fragili e non è facile riuscire nell'impresa ma alla fine i nostri eroi riuscono ad avere alcune bottiglie da assaggiare per poi decidere quali servire e quali no.
Nel 1985 ancora la riserva non esisteva e l'azienda produceva solo il Chianti Classico. La presenza di questa annata è dovuta ad un curioso avvenimento, il ritrovamento di un paio di casse nella vecchia cantina contenenti delle bottiglie non etichettate. L'unico indizio era la scritta 1985.


Il vino nel bicchiere si è subito rivelato di un colore tendente all'aranciato. Ogni bottiglia era una storia a parte, estremamente diversa e più o meno interessante. La migliore al naso esprimeva dei sentori certamente ossidativi ma ancora delle note di confettura di frutta rossa e nera con netti sentori di prugna, una leggera speziatura ed un forte nota di rosmarino che, mano a mano, si è fatta prevalente. In bocca il tannino era pressochè assente, molto morbido, ancora presente invece una certa acidità e mineralità. Interessante e molto emozionate, il 1985, creduto da tutti defunto prima dell'apertura era ancora vivo e vegeto!!!!




Seconda annata in assaggio la 1999, anche questa con bottiglie molto diverse tra loro. Il colore è un rosso granato, al naso si percepiscono profumi di frutta rossa matura, terra, una leggera speziatura dolce. In bocca un buon tannino ancora presente accompagna una piacevole freschezza che insieme bilanciano bene la componente alcolica.
Terzo vino il 2004, periodo in cui Lorenzo inizia ad avvicinarsi al vino. Forse questo è il vino più giovane della serata, ancora di un bel colore rosso rubino intenso, al naso note boisè si sposano con piccoli frutti rossi e note terrose. In bocca la grande acidità ed il tannino ancora un poco scorbutico fanno di questo vino un ottimo investimento per i prossimi 10-15 anni.


L'annata successiva è stata la 2006, grande vendemmia nel Chianti. Il vino nel bicchiere ha ancora un bel colore rosso rubino brillante, al naso frutta rossa leggermente matura, spezie dolci e note vegetali formano un bouquet avvolgente e molto piacevole. In bocca il vino ha gran corpo, è avvolgente, morbido, fresco vivo, giustamente tannico ed estremamente elegante. Un grandissimo vino.
Quinto vino il 2010, altra grandissima annata in tutta la Toscana e pure in quel di Montefioralle. Vino di un bel rosso rubino, al naso ci racconta di frutta rossa matura, note boisé, spezie dolci, vegetale e minerale con un netto sentore di pietra focaia. In bocca ha buon corpo, è morbido, fresco ed equilibrato, da affinare ancora un poco ma già di grande livello.
Ultima annata della riserva quella attuale, la 2012. Il colore è sempre un bel rosso rubino piuttosto intenso, al naso presenta note fruttate, terrose, boisé e vegetali. In bocca è ancora un poco giovane e leggermente sbilanciato sulle note dure, come dovrebbe sempre essere una riserva nei primi anni di vita.



Infine il vino a sorpresa, annata 1999. La riserva non può essere perché l'abbiamo già assaggiata e poi questo è molto diverso. Il colore è un rosso rubino intenso con l'unghia granato. Al naso presenta sentori balsamici, speziati, erbette aromatiche (rosmarino) e frutta rossa matura. In bocca ha gran corpo ed eleganza, un tannino vellutato, una buona freschezza ed una lunga persistenza. Sembra proprio un Sangiovese!
Ma quando scopriamo la bottiglia è una sorpresa per tutti, abbiamo bevuto il Monteficalle, il Supertuscan, un blend composto da un terzo di Merlot, un terzo di Cabernet Sauvignon ed un terzo di Sangiovese, il tutto affinato in barrique nuove. Un grandissimo vino dal quale emergono con prepotenza i sentori del Sangiovese, un vero cavallo di razza!



E per finire bisogna spendere due parole su Fernando, il capostipite dei Sieni, padre di Alessia e Lorenzo, che ci ha allietato tutta la sera con aneddoti, storie di vita e interessanti note tecniche. Abbiamo imparato tanto e ci siamo arricchiti un poco tutti quanti.
E vorrei finire citando una metafora di Fernando che a un certo punto, forse pensando a vicende di vita vissuta diceva: "quando finisce il vino di un'annata è come quando un figlio si sposa, lascia casa e mette su famiglia da solo, è tristezza e felicita insieme".











sabato 26 marzo 2016

"La Verticale de' Pazzi" : Sangiovese, territorio, passione, umiltà, creatività e voglia di mettersi in gioco.....questi sono gli ingredienti giusti per un ottimo Chianti Rufina Riserva.

Gianni, ti ricordi? Era il 2011, poco più di un anno dall'apertura della nostra enoteca, quando abbiamo fatto la prima verticale di Lastricato, il Chianti Rufina Riserva del Castello del Trebbio. Da allora il nostro rapporto di collaborazione non si è mai interrotto, anzi, si è rafforzato: abbiamo conosciuto Stefano Casadei con cui si è instaurato un rapporto di amicizia, abbiamo visto i vini cambiare la propria veste e nascere la nuova strepitosa linea "Le anfore", abbiamo seguito lo svilupparsi della "filosofia" del biointegrale.....insomma, siamo cresciuti con voi!
E così, dopo 5 anni, abbiamo voluto riproporre una verticale forse ancora più strepitosa della prima: 7 annate di Chianti Rufina Riserva Lastricato e un Sangiovese 2011 affinato in anfora.


CASTELLO DEL TREBBIO, LA STORIA
Siamo alla Rufina, a pochi km da Firenze in un territorio collinare segnato da boschi, vigneti e oliveti. Tra queste colline si erge un meraviglioso castello famoso per aver caratterizzato un pezzo di storia fiorentina.
Venne costruito nel 1184 dalla nobile famiglia di banchieri de' Pazzi e nel 1478 fu il lugo dove venne ordita la nota "Congiura de' Pazzi" che programmò l'eliminazione della famiglia rivale che comandava a Firenze e l'intenzione di uccidere Lorenzo de' Medici.
Nel castello si trova ancora la splendida Sala della Congiura e per ricordare questo importante evento alcuni vini hanno nomi ad esso ispirati.

IL TERRENO
In questa area i terreni sono ricchi di galestro, un'argilla scistosa che si rompe facilmente formando schegge e pezzi poliedrici.  Questo tipo di suolo dà vini più strutturati e meno fruttati.

LA VERTICALE
Insieme al Produttore Stefano Casadei abbiamo assaggiato 7 annate di Chianti Rufina Riserva Lastricato, analizzando l'andamento climatico di ogni anno e l'influenza che questo ha avuto sul vino e ponendo attenzione anche al diverso uso dei contenitori durante l'affinamento.
Durante la serata Stefano ci ha illustrato con grande maestria, le peculiarità dei suoi vini, ci ha raccontato aneddoti di vita quotidiana e con grande analisi critica ci ha parlato delle diverse scelte aziendali fatte e di come queste siano risultate talvolta ottime e talvolta meno buone anche se necessarie. Certo è che ogni scelta si è riflessa nel vino e nelle sue caratteristiche, pur rimanendo costantemente un vino di grande classe che continua a trasmetterci, sorso dopo sorso, tutta la passione  del loro creatore.



I VINI
Il primo anno di produzione del Chianti Rufina Riserva è stato il 1997.
Tutti i vini fanno un affinamento che va dai 24 ai 30 mesi a seconda dell'annata. 
Fino al 2005 è stato un sangiovese in purezza affinato in botte grande, mentre dal 2005 al 2009 compresi sono cambiati uvaggio e affinamento. In questi anni sono stati introdotti il Merlot e l'uso di barrique e tonneaux per cercare di incontrare un po' più il gusto internazionale. Stefano con grande spirito di autocritica ci ha raccontato come in realtà consideri questo un piccolo incidente di percorso che lo ha portato poi, a partire dall'annata 2010, a togliere il Merlot e reintrodurre l'uso della botte grande. 
Io personalmente penso che scelte diverse non siano in realtà errori ma cambiamenti necessari per crescere. Dobbiamo poi pensare che un' azienda deve anche andare incontro alle richieste e ai gusti di un mercato in continua evoluzione pur rimanendo unica nel suo stile. E' per questo che dal 2011 Stefano e sua figlia Elena hanno voluto iniziare la loro nuova, interessante e aggiungerei ben riuscita avventura che vede l'introduzione dell' uso delle anfore di terracotta per l'affinamento di Sangiovese, Syrah, Cannonau e un blend di Vermentino e Nasco della loro nuova linea "Le Anfore".


LASTRICATO 1999
È stata un'annata equilibrata con un luglio e un agosto caldi durante i quali è piovuto circa una decina di volte, mentre la pioggia si è fatta vedere con costanza per tutti i primi 13 giorni di ottobre. Le escursioni termiche e il terreno argilloso che trattiene il caldo di giorno rilasciandolo di notte, mentre durante le ore diurne rilascia il freddo accumulato la notte, hanno fatto si che il vino di questa annata risultasse elegante e fine. È un Sangiovese in purezza affinato in botte grande. Degustando questo Chianti Rufina Riserva siamo rimasti tutti impressionati dalla sua freschezza ed eleganza nonostante i suoi  17 anni: colore di un bel rosso rubino chiaro e brillante, frutta rossa non troppo matura sia al naso che in bocca, spezie, balsamico, acidità e tannino ancora ben presenti, rotondo, di buon corpo, sembra ancora un giovanotto. Un vino che forse non tenderà a migliorare, ma semplicemente perché è già al top, strepitoso, impressionante e rimarrà così ancora per molto.

LASTRICATO 2001
L'andamento climatico è stato abbastanza buono durante tutto l'anno, più caldo delle precedenti annate e con piogge un po' più scarse. Questo si è tradotto in un vino più maturo, di colore più intenso e meno brillante. Al naso si avvertono sentori un po' più evoluti, di frutta matura e spezie dolci e risulta meno balsamico del precedente. In bocca è rotondo, pieno, morbido, segno di un vino maturo ma ancora molto piacevole.

LASTRICATO 2004
L'annata è stata climaticamente equilibrata con primavera fresca e piovosa che ha posticipato il germogliamento, mentre l'estate è stata calda con piogge a spruzzo e ha permesso che il ciclo vegetativo della pianta si riequilibrasse. Le forti escursioni termiche hanno dato al vino una buona eleganza e una interessante ricchezza aromatica, un gran bel vino!

LASTRICATO 2006
Il 2006 è stato un anno caldo, sopratutto durante la vendemmia il che si è tradotto in un vino con una gradazione alcolica un po' più alta, di 14%, anche se in bocca non si avverte. La differenza sostanziale con i vini precedenti sta nel fatto che qui non abbiamo più solo Sangiovese, ma anche un 10% di Merlot e l'affinamento è stato fatto in barrique. Il vino risulta quindi più pronto, morbido e potente, sopratutto un bocca. Di colore intenso, al naso si sente una frutta più matura e si avvertono di più le note tipiche del legno che però non risulta essere invasivo. Il vino è semplicemente diverso ma ugualmente un grande.

LASTRICATO 2008
L'inverno è stato mite e la primavera piovosa con qualche ritardo nella fioritura e nell'allegagione del frutto per cui il grappolo è risultato spargolo ma sano, traducendosi in un vino di qualità maggiore per concentrazione di aromi. Abbiamo ancora il Merlot insieme al Sangiovese e l'affinamento è ancora in barrique. Di colore più carico, al naso si sentono insieme al frutto e alle note balsamiche anche quelle del legno, ancora non ben evoluto. Un vino un po' meno elegante del 2006 e più pronto, maturo.

LASTRICATO 2010
Grande annata, grande vino. Siamo tornati al Sangiovese in purezza e alla botte grande. L'annata è stata generalmente calda con una seconda metà di settembre fresca. Il vino è ancora giovane, elegante, con sentori di frutta rossa, spezie, molto balsamico ed ematico, con una buona acidità, ancora sostenuta, e un tannino setoso, vellutato. Un grande vino che ha ancora avanti a se molti anni.


LASTRICATO 2011
L' annata è stata calda con poca pioggia, un po' difficile, e ci ha dato un vino più alcolico ma la maestria del produttore che ha saputo fare le scelte giuste nei tempi di vendemmia e nell'uso della botte, ha reso il prodotto rendendolo elegante e fresco con un buon tannino fitto, corposo, pieno e rotondo. Un gran bel vino, ancora molto giovane che ha avanti a se un lungo avvenire.


SANGIOVESE IN ANFORA 2011
Abbiamo pensato di introdurre anche questo assaggio per poter fare un confronto fra due vini con stesso vitigno e stessa annata ma con diverso affinamento: uno ha fatto legno e uno ha fatto anfora di terracotta. Questo vino ha fatto meno di 30 giorni fra fermentazione e macerazione e 6 mesi di affinamento in anfora. Al naso emergono le note fruttate, di una frutta rossa matura, ma quello che sorprende di più è la nota floreale di viola quasi macerata, molto tipica; in bocca ha un buon corpo, rotondo, morbido con una acidità un po' meno sostenuta, dovuta probabilmente proprio all'uso della terracotta al posto del legno. L' anfora di terracotta ha la capacità di esaltare, nel bene e nel male, tutte le caratteristiche del vitigno e richiede l'utilizzo di un uva in perfetto stato. Il primo vino fatto con questo nuovo metodo di vinificazione è stato un esperimento ben riuscito che dà grande soddisfazione anche dopo 5 anni.


Un pensiero......
Un grazie di cuore a tutti e in particolare alla famiglia Casadei e agli amici Gianni e Gherardo che hanno reso possibile questa interessantissima degustazione.
E alla fine siamo si diventati tutti un po' pazzi....pazzi per il Sangiovese!


Bianca

lunedì 7 marzo 2016

Terre di Toscana 2016


IL GIORNO CHE NON C'E' (ma il vino si!)
Nel giorno più strano del quadriennio, questo 29 Febbraio, cosa fare se non degustare un poco di buon vino?
L'occasione è l'imperdibile manifestazione che è giunta quest'anno alla sua nona edizione, Terre di Toscana, durante la quale è possibile degustare alcune tra le migliori etichette della nostra splendida regione.
Da Suvereto alle Colline Lucchesi passando per Bolgheri, Montalcino, Montepulciano, Montecucco, Montescudaio, Scansano e tante altre realtà, più o meno note.
Sono presenti alcune bollicine, diversi bianchi e rosati ma diciamolo, oggi è giornata di grandi Rossi, da sua maestà il Sangiovese agli altri grandi vitigni che hanno reso celebre la costa e non solo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Alicante, Petit Verdot, Syrah, dai nostri vitigni "minori" (solo di nome naturalmente) Pugnitello, Canaiolo, Colorino ad alcune particolarità, Pinot Nero e Tempranillo.
Parlare di tutti sarebbe audace ma anche un po' troppo prolisso e quindi come siamo soliti vi racconteremo degli assaggi che maggiormente ci hanno emozionato.
Ah, ce lo eravamo scordato ma il lunedì di questa manifestazione ha una particolarità: è il giorno delle vecchie annate!!!

SANGIOVESE AMORE MIO!!
Grande gioventù per i vini di Caparsa che strabilia con il Chianti Classico Riserva Caparsino 2012 e il Doccio a Matteo 2012 che definire giovani è solo un eufemismo. Inizia invece a farsi bere il Doccio a Matteo 2000 anche se alcuni anni in bottiglia ne smusseranno meglio le asperità!
Bella gamma anche per Castello di Monsanto che mi ha commosso con il Sangioveto 1995, ancora in forma con freschezza, tannino morbido, bouquet che spazia da note balsamiche e di spezie dolci a sentori minerali, idrocarburo e frutta secca.
Grande amico e grande produttore, di chi sto parlando? Ma di Andrea Contucci! Gamma di vini incredibili! Il Vino Nobile di Montepulciano 2011 è elegante e complesso al naso con sentori che vanno dalle marasche al tabacco dolce, liquirizia, cuoio e note di cacao; in bocca gran tannino, decisa freschezza, lunga persistenza e bevibilità sorprendente. Il cru Pietrarossa 2011 è più speziato e minerale mentre il Mulinvecchio 2011 è di grande struttura e complessità, sapido e persistente, un signor vino. Il Vino Nobile Riserva 2010 ha grande stoffa, tannino e acidità da vendere ed una grande evoluzione davanti prima di estasiarci in un futuro non troppo prossimo. Bravo Andrea!
Altra amica è Angela Fronti di Istine, azienda situata prevalentemente nel Grand Cru del Chianti Classico, Radda in Chianti. Il suo Chianti Classico 2014 (non chiamatelo base che Angela si arrabbia) è l'essenza di Radda, corpo, freschezza, tannini, beva e grande potenziale evolutivo. I Chianti Classico dai vari vigneti sono tutti interessanti e diversi tra loro. Il Vigna Cavarchione 2013 è balsamico, fresco, fruttato e molto succoso, il Casanova dell'Aia 2013 ha un bel tannino, gran freschezza e buona mineralità, il Vigna Istine 2013 è molto pulito, fresco, balsamico e persistente. Il Chianti Classico Riserva Levigne 2012 è minerale, sapido, fresco e decisamente lungo.
Parlare di Montevertine non è forse molto originale ma anche io ci tengo a dire quanto sia piacevole il Pian del Ciampolo! La 2014 non era un'annata semplice ma questo gioiellino colpisce per la grande freschezza, eleganza e beva. Ma la grande sorpresa è stata un suo lontano parente, l'annata 1999 che si presenta subito con decise note di idrocarburo, balsamiche, frutta matura, ancora fresco in bocca e con un tannino vellutato e una buona persistenza.
Come ogni anno come si fa a non assaggiare la vecchia annata di Sanlorenzo? Questa volta assaggiamo il Brunello di Montalcino 2004, una meraviglia che al naso offre note di idrocarburo, frutta rossa matura, minerali, viole secche, spezie dolci ed in bocca è fresco, il tannino è  elegante e vellutato ed il finale lungo e pulito.
Bella verticale da Roberto Bianchi, alias Val delle Corti, uno dei simboli del Chianti Classico di Radda. Assaggiate le riserve 2013, 2011, 2009 e 2007, tutte emozionanti e simbolo di un terroir. La 2007 è  però quasi commovente con un naso che spazia dalla frutta rossa all'idrocarburo, passando per note balsamiche, minerali, spezie e boisé, in bocca è ancora fresco, il tannino è vivo e la persistenza lunghissima. Ma la cosa fantastica è che non riesci a sputarlo, se fossero stati tutti così i vini assaggiati sarei dovuto tornare a Firenze in treno!
Belle espressioni di Sangiovese anche da Villa Patrizia con i suoi Morellino di Scansano Loreto 2014 fresco, fruttato e beverino,  la Riserva Le Valentane 2011, corposo, speziato e con un gran tannino. Ottimi anche i vini del Montecucco, il Montecucco Sangiovese Istrico 2013, maturo, corposo, speziato e tannico ed il Montecucco Rosso Riserva Orto di Boccio 2010, un vino con grande corpo, freschezza e dal tannino aggressivo e dalla lunga persistenza.



STRANIERO IN TERRA STRANIERA
Cortona fa venire in mente la parola Syrah, la parola syrah fa pensare subito alla Cote du Rhone e qual'è uno dei Syrah di Cortona che maggiormente ricorda il fratello francese? Ma Amerighi naturalmente! Il Syrah 2013 in anteprima è succoso e speziato, di gran corpo e tannino ma elegante e leggiadro. L'Apice 2011 è un gran vino ma il 2010 è superbo con note di rosmarino, frutta rossa fresca e pepe nero, in bocca una buona freschezza affianca un tannino morbido ma ben evidente.
Dire Riparbella invece è come dire Caiarossa, piccola grande azienda nel cuore della DOC Montescudaio. Il Caiarossa Bianco 2014 (Viogner e Chardonnay) ha una grande mineralità e frescezza, il Pergolaia 2010 (Sangiovese in prevalenza) è elegante, fresco e sapido, l'Aria di Caiarossa 2010 (Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon) ha una grande potenza, eleganza e complessità aromatica e per finire il Caiarossa 2010 ( Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Syrah, Sangiovese, Petit Verdot, Alicante) è scuro, austero e lascia solo intravedere quel meraviglioso vino che sarà tra qualche inverno.
Sulle Pendici dell'Amiata troviamo il Castello di Potentino che produce con eleganza Sangiovese e Pinot Nero. Il Piròpo 2012 (Pinot Nero) è il più vulcanico dei vini prodotti, con forti sentori minerali, note fumé, piccoli frutti rossi e grande eleganza e persistenza in bocca. Il Sacromonte 2012 (Sangiovese) è fruttato, fresco, decisamente tannico e con piacevoli note boisé.
Altra conferma La Fralluca con una bella gamma di vini, tutti molto validi. Molto buono il Vermentino 2014 con grande freschezza, sapidità ed un bel bouquet di frutta e fiori bianchi e leggere note di frutta tropicale. Il Syrah si presenta al naso con frutta rossa, note balsamiche, spezie ed in bocca è fresco, giustamente tannico e persistente. Il Cabernet Franc 2012 è molto piacevole con le sue note di frutta rossa e nera, note vegetali e spezie dolci ed in bocca è pulito, fresco e lungo.
Bella sorpresa nel grossetano con la gamma di vini di Podere Ristella. Il Cabernet Sauvignon 2012 denota una perfetta maturazione delle uve con sentori di frutta rossa matura, spezie dolci ed una buona freschezza in bocca. Interessanti anche il Merlot  2012 ed il Syrah  2012 ma decisamente sopra le righe i due vin santi.  Il Vin Santo Rintocco 2005 è denso, un nettare con sentori di albicocche secche, datteri, note eteree e frutta secca, dolce ma al tempo stesso anche fresco e persistente. Il Vin Santo Occhio di Pernice Focale 2004 è  un  poco meno dolce, al naso ha frutta secca, confettura di lamponi, fiori secchi ed in bocca è fresco e lungo.
Grandi internazionali pure nel senese, a Sarteano per la precisione con Tenuta di Trinoro. Le Cupole 2013 è fresco, fruttato e molto fine. Il Magnacosta 2013 ha un naso fruttato e di spezie dolci, in bocca è tannico e fresco e dal grande estratto. Il Palazzi 2013 profuma di tanta frutta rossa e dolci note speziate e balsamiche, in bocca è denso, pieno, fresco e tannico, da affinare qualche anno ancora. Il Tenuta di Trionoro 2013 ancora non esprime al massimo le sue potenzialità mentre la vecchia annata, il 1998 è uno di quei vini che non ti scordi più. Un naso complesso e molto fine che ci racconta di frutti rossi e neri maturi, more e lamponi, idrocarburo, tabacco e pepe, frutta secca, in bocca è morbido e avvolgente, fresco e giustamente tannico, elegante, schietto, molto fine, complesso, persistente. Uno dei migliori assaggi di sempre.

MA TU COSA CI FAI QUA?
Molti conosceranno questa azienda di San Miniato per il suo Tempranillo, ma non è il solo vitigno di interesse. Naturalmente stiamo parlando di Beconcini Pietro, azienda che ci ha deliziato con il fresco e dolce frutto del suo Maurleo 2013, con la potenza e la persistenza del suo Sangiovese, il Reciso 2012 e con i suoi 3 Tempranillo tra i quali il Vigna alle Nicchie 2011 spicca per il grande corpo e la notevole complessità olfattiva e gustativa. Ma la ciliegina sulla torta sono stati i suoi due vin santi, Il Caratello 2007, la dimostrazione che il vin santo non ha niente da invidiare ai più grandi vini dolci mondiali. Complessità aromatica con note che variano dalla frutta secca (albicocche, fichi) alle mandorle, noci, note balsamiche, minerali, in bocca un corpo incredibile, una estrema dolcezza sorretta da una grande acidità che ne fanno un vino che si beve molto facilmente. Grande vino anche il Vin Santo Occhio di Pernice 2007, meno esplosivo del caratello ma più elegante e morbido.
Ma chi è quel matto che si metterebbe a produrre vino in Garfagnana? Ah si ce n'è uno, un certo Gabriele Da Prato, a Gallicano per la precisione con l'aziena Podere Còncori. E i risultati? Bere per credere! Il Pinot Nero 2013 è soave, con un naso che ci parla di piccoli frutti neri (mirtilli, ribes nero) e spezie dolci e piccanti mentre in bocca è fresco ed elegante. Il Melograno 2013 (Syrah) ha freschezza, corpo e persistenza, il 2014 frutta e bevilità. Il Vigna Piezza 2013 (Syrah), il cru aziendale, è uno dei grandi Syrah Italiani, con un grande naso che esprime frutta rossa matura, spezie e note balsamiche e minerali ed una grande struttura e freschezza in bocca.

NON DI SOLO VINO VIVE L'UOMO (però a volte ci prova...)
Ore 18.00, stanchi ma soddisfatti ci avviamo verso casa, con una consapevolezza che si fa sempre più consistente, il vino non lo beviamo per dissetarci, né tantomeno per ubriacarci, forse neanche per esaltare le caratteristiche organolettiche e gustative di un piatto, ma per emozionarci,  per scoprire quel piccolo grande assaggio che ci ricorderemo per chissà quanto tempo, per immaginarci quel vigneto in riva al mare o sul cocuzzolo di una collina pieno di persone che, stanche, colgono il frutto di un anno di lavoro, quella cantina buia e fredda piena di profumi ed emozioni, quella bottiglia che per anni ha atteso la nostra attenzione e che finalmente liberiamo facendole respirare di nuovo l'aria fresca.
E molto molto altro.