sabato 27 febbraio 2016

Un grande Benvenuto al Brunello di Montalcino 2011

UN POMERIGGIO NEL CUORE DELLA TOSCANA
Come ogni anno anche in questo 2016 io e Bianca siamo andati nella piccola e splendida Montalcino per conoscere meglio un nuovo amico, questo Brunello di Montalcino 2011. Ad accompagnarlo c'erano anche i suoi due degni compari, il Rosso di Montalcino 2014 ed il Brunello di Montalcino Riserva 2010. Eravamo molto curiosi di incontrare queste tre espressioni di 3 annate molto differenti, ma sicuramente di grande interesse. Perché questo è il  bello del vino, che ogni annata è  un discorso a se stante, espressione di un terroir unico, inimitabile e quasi sempre irripetibile.
Le aspettative erano tante per questo 2011, un annata con un compito molto difficile, non fare rimpiangere la splendida 2010. Impossibile? Chi può  dirlo!
Ma veniamo agli assaggi,naturalmente non abbiamo provato tutti i vini e quindi parleremo di quelli che ci hanno colpito di più.


ROSSO DI MONTALCINO 2014
Il Rosso di Montalcino 2014 si è rivelato come previsto un po' sotto tono rispetto alle precedenti annate. Le piogge che hanno segnato la seconda metà di Settembre e le prime settimane di Ottobre 2014 sono la spiegazione di questi vini. Il colore è un bel rosso rubino chiaro, brillante perché non manca certo l'acidità. Il naso è caratterizzato da tanti piccoli frutti rossi freschi, a volte leggermente acerbi e da note floreali e balsamiche. Il principale problema di questi vini è la mancanza di estratto, di corpo e di persistenza. I Migliori assaggi sono stati La Mannella, Lambardi, Lazzaretti, Lisini, Tassi-Franci Franca, Le PotazzineArmilla, Collemattoni, produttori in grado di dare un buon equilibrio ai vini ed una certa eleganza.


BRUNELLO DI MONTALCINO 2011
Il Brunello 2011 è stata invece una sorpresa. Annata non facile a causa del grande caldo di Luglio e dalla carenza di piogge estive che ha spesso portato a delle vendemmie anticipate. Il livello non è come nel 2010, ma molto eterogeneo. Nel 2010 lo standard era molto simile e alto in quasi tutti i vini.
Nel 2011 si sono viste maggiormente le differenze tra i produttori ed alcune aziende hanno un poco deluso mentre altre sono riuscite a produrre dei grandissimi vini, a livelli forse anche più alti del 2010.
I migliori assaggi sono stati:
- Le Ragnaie selezione "Fornace", un vino incredibile, con un naso infinito di piccoli frutti rossi, fiori, note balsamiche, spezie dolci, erbette aromatiche il tutto intriso di una finezza unica. E la bocca si è rivelata anche migliore, un vino pieno, avvolgente, elegante in cui la tannicità è accompagnata da una freschezza viva e da una grande beva. La persistenza è lunghissima ed il finale di bocca pulito ed elegante. Tanto di cappello.
- Tassi Franci Franca selezione Tassi, un naso complesso e fine che spazia dalla frutta matura a note boisé, minerali e spezie dolci. In bocca una bella freschezza, un tannino piuttosto aggressivo, un buona speziatura ed una gran finezza, eleganza e persistenza.
- Armilla, un Brunello che si racconta con note balsamiche, erbette aromatiche, spezie dolci e piccanti, piccoli frutti rossi non ancora maturi. In bocca è di corpo, tannico, fresco vivo, molto pulito, fine e persistente.
- Il Marroneto Selezione Madonna delle Grazie, all'olfatto fine e schietto con netti sentori di fragoline di bosco, lamponi, rose rosse, spezie dolci e sul finale la nota boisè. In bocca è un succoso nettare di gran struttura, freschezza, tannino vellutato, grande beva, infinita persistenza e finale pulito che invoglia a berne un altro bicchiere.
Altri grandi Brunelli sono stati  La Mannella (entrambi molto validi), Lambardi, Lazzeretti, Lisini, Pinino, San Lorenzo, San Giacomo, Tiezzi, Le Potazzine (elegante e potente), Albatreti (un bel vino granato con tanta frutta matura, spezie, strutturato e molto pulito), Collemattoni (naso incredibile e buona bocca), Fattoi (strutturato e fresco che invoglia ad un successivo sorso), Fuligni, Il Poggiolo (molto sopra le righe il Terra Rossa).


BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2010
Se i Brunello 2011 erano già espressivi e piacevoli, le riserve 2010 si sono dimostrate un poco più austere e avranno bisogno di affinare ancora qualche anno per poter esprimere al meglio le grandi potenzialità di questa annata.
Il 2010 è stata l'annata perfetta climaticamente con un'estate calda ma non torrida, piogge estive abbastanza frequenti ed un tempo caldo e secco nel periodo vendemmiale.
- Lisini tanta frutta e fiori al naso, sentori balsamici e piccole note boisè e di spezie. La bocca è di grande impatto, piena, un tannino molto potente, un'estrema freschezza ed un finale lunghissimo rendono questo vino piacevole e con un grande potenziale di invecchiamento.
- Tassi-Franci Franca al naso si presenta con sentori di piccoli frutti rossi (fragole e lamponi), note minerali, floreali, balsamiche. In bocca denota una grande eleganza, una buona freschezza ed una lunga persistenza.
- Fattoi ci racconta di spezie, frutta matura, note balsamiche al naso; in bocca colpisce la grande freschezza, il tannino possente ma soprattutto la facilità di bevuta. Un bicchiere chiama quello successivo ed alla fine la bocca resta pulita.
Da segnalare anche Collemattoni (grande potenza),  Corte dei Venti (complesso e molto fresco), Fornacina, Il Poggiolo (elegante e lungo), La Magia (interessanti note di arancia rossa e di erbette al naso e gran corpo).


CONCLUSIONI
Anche quest'anno Benvenuto Brunello è stata una piacevole esperienza, dovuta al fatto che siamo stati a Montalcino il lunedì pomeriggio. Come ci è stato raccontato la calca eccessiva di domenica e lunedì mattina ha reso quasi impossibile degustare i vini.
Forse è giunta l'ora di rivedere un poco la location, di ampliare gli spazi e di selezionare maggiormente i partecipanti, magari dedicando una giornata ai soli operatori del settore ed un'altra agli appassionati.
La possibilità di assaggiare i vini con i produttori è sempre piacevole ed educativa così come è sempre piacevole visitare la piccola Montalcino e sorseggiare il suo grande Sangiovese.

giovedì 4 febbraio 2016

Espressioni di Montecucco 22-01-2016

Come soleva dire Goethe, "la vita è troppo breve per bere vini mediocri", e quindi anche questa volta abbiamo preso alla lettera le sue parole e ci siamo versati nel bicchiere un sorso di Toscana (strano direte voi) con una scorza di Maremma ed un pizzico di Montalcino (non siamo impazziti, non temete!!).

Ma partiamo dall'inizio, dal Montecucco, quel territorio che si estende dalle pendici del Monte Amiata in quella fascia di terra compresa tra il fiume Orcia a Nord e lo scansanese a sud, in pratica la zona compresa tra le DOCG Brunello di Montalcino e Morellino di Scansano che per anni hanno un poco offuscato la degna fama dei vini di questa splendida zona. Fino a che nel 2011 è giunta la tanto agognata DOCG per le denominazioni Montecucco Sangiovese e Montecucco Sangiovese Riserva e da allora qualcosa è cambiato o perlomeno sta cambiando!
Sin dal lontano 2008 quando io e Bianca abbiamo conosciuto questi vini ci siamo subito appassionati ed abbiamo sempre creduto nella qualità di questo "terroir", dal 2009 appena aperta la nostra Divina Enoteca abbiamo iniziato a proporre e far conoscere la allora doc Montecucco e nel 2011 è iniziata la collaborazione con il Consorzio Montecucco che è sfociata nell'organizzazione della prima edizione di Espressioni di Montecucco, il 20 Ottobre 2011, grazie anche al prezioso aiuto di Fisar Delegazione Firenze che da allora ci ha accompagnato nell'organizzazione di questo evento che ogni anno si è ripetuto con sempre maggiore interesse e partecipazione.
Siamo quindi giunti alla quinta edizione di "Espressioni di Montecucco", una degustazione al banco dei vini del Consorzio Montecucco che come sempre si è tenuta nei locali de La Divina Enoteca, in centro a Firenze.

Le aziende presenti erano 19 come i vini in degustazione, rappresentativi di tutte le denominazioni di questa zona, le DOC Montecucco Rosso e Montecucco Rosso Riserva e le DOCG Montecucco Sangiovese e Montecucco Sangiovese Riserva.
I vini in degustazione erano in rigoroso ordine alfabetico:
Amiata Vini con il Montecucco Sangiovese Lavico 2011
Assolati con il Montecucco Sangiovese 2012
Basile con il Montecucco Sangiovese Cartacanta 2011
Collemassari con il Montecucco Sangiovese Riserva Poggio Lombrone 2012
Devino Salvo con il Montecucco Rosso Auspicium 2014
Le Calle con il Montecucco Sangiovese Poggio d'Oro 2012
Le Maciarine con il Montecucco Rosso 2012
Marinelli con il Montecucco Rosso dei Marinelli 2012
Mazzi Lea con il Montecucco Rosso Riserva Nicciolaia 2012
Palmoletino con il  Montecucco Sangiovese Fondo di Pi 2012
Parmoleto con il Montecucco Sangiovese 2011
Perazzeta con il Montecucco Rosso Alfeno 2013
Peteglia con il Montecucco Sangiovese 2012
Pierini Brugi con il Montecucco Rosso Riserva Sugherettaio 2012
Poderi Firenze con il Montecucco Rosso Sottocasa 2011
Poggio al Gello con il Montecucco Sangiovese Riserva Rosso del Gello 2011
Poggio Stenti con il Montecucco Rosso Tribulo 2012
Tenuta l'Impostino con  il Montecucco Rosso 2011
Vegni Medaglini con il Montecucco Sangiovese Riserva l'Addobbo 2011.


Come ogni anno il livello dei vini è stato molto alto ed è stato molto interessante valutare annate così diverse come 2014, 2013, 2012 e 2011.
Molto freschi, fruttati e di pronta beva i Montecucco Rosso assaggiati, specialmente quelli affinati solo in acciaio. Tanti piccoli frutti rossi e note floreali.
Abbiamo riscontrato una complessità maggiore nei Montecucco Sangiovese con note di spezie dolci ed erbette che si sono andate ad aggiungere ai piccoli frutti rossi e la viola tipici del Sangiovese in questa zona. Vini già piacevoli da bere ma con un bel futuro in prospettiva.
Per le riserve invece va fatto un discorso diverso visto che sono risultate tutte piuttosto giovani e con un lungo affinamento davanti. Al naso si avvertono sentori che spaziano dalla frutta rossa matura alla confettura, note boisé, spezie e sentori minerali. In bocca sono vini ancora piuttosto austeri con una grande acidità accompagnata da un tannino che deve ancora ammorbidirsi un poco ed una nota legnosa ancora troppo pronunciata. Come i grandi Brunello d'altronde ed il paragone è tutt'altro che forzato!


Nel complesso grande qualità ed immensa soddisfazione nel vedere come questa zona sta assumendo a poco a poco una sua connotazione ed una sua personalità ben distinta dai famosi vicini.
Grazie Montecucco e viva il vino!!!!

domenica 24 gennaio 2016

Tempo di Anteprime del vino in Toscana (e non solo): 2016

Anche quest'anno pubblichiamo una breve agenda delle principali manifestazioni del vino e dell'enogastronomia di inizio anno.
Si inizia con VinNatur il 7 e 8 Febbraio a Genova al Palazzo della Borsa Valori con oltre 70 vignaioli da tutta Europa.
A seguire Buy Wine 2016 il 12 e 13 Febbraio presso la Fortezza da Basso a Firenze, evento riservato agli operatori del settore.
Sabato 13 Febbraio allo Star Hotel Michelangelo a Firenze si terrà dalle 10.00 alle 18.00 le Anteprime dei consorzi: Consorzio Morellino di Scansano, Consorzio Montecucco, Consorzio Vini Cortona, Consorzio Vini di Carmignano, Consorzio Valdarno di Sopra Doc, Consorzio Bianco di Pitigliano e Sovana, Consorzio Vino Colline Lucchesi, Consorzio Maremma Doc.
A seguire l'Anteprima del Chianti il 14 Febbraio.
Il 13, 14 e 15 Febbraio si terrà l'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano presso la Fortezza di Montepulciano. Ospiti d'onore il Vino Nobile di Montepulciano 2013, la Riserva 2012 ed il Rosso di Montepulciano 2014.
In contemporanea sempre il 14 e il 17 Febbraio invece si terrà l'Anteprima della Vernaccia al Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada a San Gimignano.


Il 15 e 16  Febbraio invece presso la Stazione Leopolda di Firenze potrete partecipare a Chianti Classico Collection 2016 con campioni di botte dell'annata 2014, anteprima del Chianti Classico 2015 e 2014 e della Riserva e Gran Selezione 2013. Presenti circa 140 produttori. Un evento decisamente da non perdere. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile degustare gli oli extra vergine di oliva DOP Chianti Classico.
Proseguiamo poi con Benvenuto Brunello il 21 e 22 Febbraio a Montalcino con la presentazione del Brunello di Montalcino 2011, la Riserva 2010 ed il Rosso di Montalcino 2014.
Una delle più belle degustazioni in Italia si svolgerà poi il 28 e 29 Febbraio presso l'Una Hotel di Lido di Camaiore, Terre di Toscana 2016 con circa 130 produttori e 600 etichette a rappresentare il top della produzione enologica toscana.
Dal 9 all'11 Aprile a Villa Favorita (Vicenza) sarà possibile partecipare a Vinnatur, una degustazione di vini naturali con vigneron da tutta Europa.
In ritardo rispetto al solito dal  10 al 13 Aprile a Verona torna come ogni anno il Vinitaly, la più grande fiera italiana sul vino durante la quale è possibile assaggiare vini da tutta Italia, dalle etichette più rinomate alle denominazioni più sconosciute. Sono inoltre presenti numerosi produttori francesi ed alcuni da altre aree vitivinicole europee e non.

Ma passiamo al cibo con Tirreno CT che si terrà presso Carrara Fiere dal 28 Febbraio al 2 Marzo. In questa enorme fiera potrete trovare macchinari per la ristorazione, prodotti gastronomici, vino, birre e completi d'arredo, il tutto non solo per il ristoratore e l'albergatore ma anche per il semplice appassionato.
Anche le eccellenze gastronomiche di Taste tornano dal 12 al 14 Marzo presso la Stazione Leopolda di Firenze. Un'occasione per tutti per gustare prelibatezze gastronomiche e diverse birre artigianali italiane.

giovedì 2 aprile 2015

Degustazione vini Cretesi a La Divina Enoteca

Venerdì 27 Marzo 2015 a Firenze, negli storici locali de La Divina Enoteca, si è svolta la degustazione di 21 vini di 21 produttori del Consorzio Wines of Crete con ben 15 produttori presenti tra cui anche il presidente del consorzio Nikos Miliarakis.

La degustazione è stata organizzata grazie ad una iniziativa del Consolato di Grecia, in particolare grazie alla grande passione di Haris Papandreu che anche questa volta, come per la degustazione di vini Greci del 7 Marzo, ci ha coinvolto in questa bella avventura. E grazie alla Fisar Delegazione di Firenze che ci ha dato professionalità con i suoi Sommelier Erica Benucci, Marco Romanelli e Martin Rance.

Le aziende presenti erano Alexakis Winery, Diamandakis Winery, Digenakis Winery, Dourakis Winery, Doyloyfakis Winery, Efrossini Wines, Gavalas Winery, Idaia Winery, KAravitakis Winery, Lyrarakis Wines, Maragkakis Winery, Mediterra Winery, Minos-Miliarakis Winery, Nostos Winery, Paterianakis Winery, Rous Winery, Silva Daskalaki, Stilianou Winery, Strataridakis Winery, Titakis Winery, Zacharioudakis Domaine.
In virtù della scorsa degustazione di vini greci le aspettative questa volta erano ancora superiori e posso dire sin da ora che non sono state per niente deluse.
Il re della serata è stato sicuramente un vitigno dal nome Vidianò provato sia in purezza che in uvaggio con altri vitigni locali.

Il primo vino assaggiato è stato il Vorinos 2014 di Silva Daskalaki, Vidianò in purezza, si presenta nel bicchiere con un colore giallo paglierino chiaro, tipico del vitigno che di solito viene affinato in acciaio. Al naso sprigiona sentori di agrumi, pera, mela verde, note minerali mentre in bocca è sapido e fresco con un bel retrogusto di frutta bianca (pera in primis). Iniziamo bene!
Secondo vino il Vidianò 2014 di Minos-Miliarakis Winery, sempre vidianò in purezza, si presenta con un bel colore giallo paglierino chiaro, al naso sentori  di agrumi, pera, pesca gialla e note minerali. In bocca è fresco, sapido, molto fine con un elegante retrogusto di pesca e albicocca decisamente persistente.

Terzo vino il Dafnios 2014 di Doyloyfakis Winery, terzo vidianò in purezza che nel bicchiere è subito di un bel giallo paglierino chiaro, al naso è fine con sentori di agrumi, ginestra, pera ed in bocca spicca subito una decisa sapidità che aumenta la percezione della freschezza.
Quarto Vidianò 2014 quello di Karavitakis Winery, un vino decisamente diverso dai precedenti. Il colore è sempre giallo paglierino chiaro mentre al naso si percepiscono da subito note di idrocarburo, di erbette aromatiche (salvia ed un tocco di rosmarino), pera, uva spina, fiori bianchi. In bocca è fresco vivo, sapido e persistente.
Quinto vino Ogdoi Texni 2014 di Maragkakis Winery, sempre un vidianò in purezza di colore paglierino chiaro, sentori di pera e agrumi al naso e fresco, leggermente sapido e sufficientemente persistente in bocca.
Col sesto vino iniziamo con i blend, il Theon Dora 2014 di Stilianou Winery, un blend di vidianò, thrapsathiri e vilana. Il colore è sempre un paglierino chiaro, il naso si apre su sentori di piccoli fiori bianchi, pera, mela, agrumi, in bocca è fresco e leggermente sapido, decisamente più strutturato dei precedenti e persistente.

Abbandoniamo quindi il vidianò per assaggiare Ocean 2014 di Idaia Winery, un uvaggio di thrapsathiri e chardonnay. Nel bicchiere il vino si presenta paglierino chiaro, al naso si percepiscono note di pera e minerali ed in bocca si percepisce una buona freschezza e sapidità con un finale decisamente agrumato.
Ottavo vino Onirikon 2014 di Efrossini Wines, un blend di Vilana e Malvasia, un vino dove le note aromatiche della malvasia prevalgono al naso mentre in bocca si percepisce una decisa freschezza ed una buona persistenza.
Nono vino il Marisini 2014 di Digenakis Winery, a base di Chardonnay, Vidianò e Moscato Spinas. Il colore è un bel paglierino intenso, al naso prevalgono le dolci note aromatiche tipiche del moscato con delle note di pera, in bocca è fresco e persistente e piacevole nelle sue note di pera e di erbette aromatiche.

Decimo bianco il Melissinos 2014 di Paterianakis Winery, un thrapsathiri e sauvignon blanc che nel bicchiere si presenta con un colore paglierino chiaro, il naso ci parla di pera, ananas, agrumi e la bocca di un vino fresco, sapido con note finali di foglia di pomodoro e frutta esotica,
Prossimo vino lo Spinas Muscat 2014 di Strataridakis Winery, un moscato spinas in purezza in tutto e per tutto al naso con le note tipiche di questo vitigno (litchi, rosa gialla, mango) molto fini e ben amalgamate tra loro. In bocca il vino è fresco, sapido e decisamente persistete.
Altro bianco il Fragkospito 2014 di Gavalas Winery, una Malvasia e Moscato Spinas dal colore paglierino chiaro, al naso note varietali del moscato ed in bocca fresco e decisamente citrico ma con una buona beva.
Tredicesimo e ultimo bianco il Rous 2014 di Rous Winery, un blend di Vidianò e Moscato Spinas, di colore giallo paglierino, al naso si presenta fine con sentori di moscato, note di pera e di agrumi, in bocca fresco, sufficientemente persistente con la nota aromatica decisamente sopra le righe.

Primo dei rossi il Vin de Crete di Titakis Winery, un blend di Kotsifali, Mandilari e Merlot. Anche questa volta non sapevo proprio cosa aspettarmi dai rossi cretesi e da questi vitigni a me ancora sconosciuti. Nel bicchiere il vino ha un colore rosso rubino tendente al granato, al naso si percepiscono sentori di frutta rossa, liquirizia e pepe, in bocca il vino è fresco, poco tannico con una buona beva.
Secondo rosso il Kotsifali 2011 di Zacharioudakis Domaine, di colore rosso rubino intenso, al naso un bouquet molto particolare con sentori di idrocarburo, frutta rossa, pepe nero, in bocca si presenta fresco e con un tannino appena percettibile ma molto elegante, fine e persistente.
Sedicesimo vino il Kakiri 2012, un blend di kotsifali e mandilari di Alexakis Winery. Il colore di questo vino è un bel rosso rubino, al naso si percepiscono piccoli frutti rossi e pepe nero, in bocca è fresco, poco tannico e fine.
Prossima degustazione il Mirambello di Mediterra Winery, altro kotsifali e mandilari. Il colore è rosso rubino, al naso si riconoscono sentori di frutta rossa, mirtillo, arancia rossa, rabarbaro, spezie ed una decisa nota boisè. In bocca è fresco, giustamente tannico con un finale leggermente speziato.
Altro rosso in degustazione il Nostos Alexandra's 2014 di Nostos Winery un blend di Syrah, Mourvedre e Grenache Noir, vino di un colore rosso rubino molto intenso, al naso sprigiona note boisè, di frutta rossa matura e di spezie dolci, in bocca è tannico, fresco e con una componente data dal legno ancora da maturare.
Diciannovesimo vino il Diamond Rock 2012 di Diamandakis Winery, un blend di Syrah e Mandilari, dal colore rubino intenso, al naso si percepiscono sentori di pepe nero, frutta rossa matura e note boisè. In bocca è fresco e giustamente tannico e giovane visto che il legno è ancora molto evidente.
Ultimo rosso il Mandilari 2012 di Lyrarakis Wines, un vino dal colore rubino tendente al porpora, al naso si percepiscono note di piccoli frutti rossi e spezie ed in bocca è giustamente tannico, fresco e persistente.

Ventunesimo e ultimo vino l'unico vino dolce della degustazione Eurhoria 2013 di Dourakis Winery, un romeiko, altro vitigno autoctono cretese. Il vino si presenta con un bel colore ambrato, il naso ci racconta di fichi secchi, datteri, albicocca secca, marmellata di agrumi. In bocca si percepisce subito la grande dolcezza sostenuta però da una buona freschezza che ne rende facile anche la beva. Il finale è piacevole e molto persistente.



mercoledì 11 marzo 2015

Degustazione Vini greci a La Divina Enoteca - 06/03/2015

Venerdì 6 marzo nel centro di Firenze, presso La Divina Enoteca si è svolta una degustazione di 24 vini greci di 7 produttori rappresentativi di buona parte del patrimonio enologico ellenico.
La degustazione è stata organizzata grazie ad una iniziativa del Consolato di Grecia, in particolare grazie alla passione di Haris Papandreu che ci ha coinvolto in questa avventura. E grazie alle aziende che hanno fornito i loro vini ed alla Fisar Delegazione di Firenze che ci ha dato professionalità con i suoi Sommelier Anna Paola Coppi, Donatella Corsini, Marco Nardi ed il Sommelier dell'anno Livio Del Chiaro (nome familiare).



Le aziende presenti sono state Chrisohoou Estate, Gavalas Winery, Chateau Lazaridi, Melissinos Winery, Oinigos, Palivos Estate, Skouras Domain.
Le aspettative per questa degustazione erano veramente molte e sinceramente non sapevo proprio cosa aspettarmi in quanto la mia esperienza pregressa sui vini greci risaliva ad un Retsina bevuto durante il corso per sommelier qualche anno fa.
Alla fine della degustazione posso dire di essermi fatto un minimo di cultura sui vini greci ed il livello dei vini assaggiati è stato decisamente molto alto.



Ma partiamo con i bianchi, tutti molto diversi ma molto interessanti. I bianchi di Melissinos Winery dall'isola di Cefalonia, nel mar Ionio, mi hanno decisamente sorpreso con la Robola of Kefalonia, un vitigno associato alla Ribolla Gialla friulana ma decisamente molto differente. Nel bicchiere come quasi tutti i bianchi assaggiati, il vino si presenta con un giallo paglierino scarico, al naso spiccate note minerali di pietra focaia, note salmastrose, di resina e di erbette aromatiche, in bocca vino quasi salato, fresco, persistente. L'altro vino prodotto dall'azienda invece, il Gold, è un blend di altri due vitigni autoctoni (Zakynthino e Vostylidi) ed è decisamente di tutt'altro impatto. Sempre scarico nel bicchiere, al naso note di frutta gialla e fiori con sentori minerali di sottofondo ed in bocca meno sapido e più morbido ed elegante con una buona acidità ed una decisa persistenza. Grandi vini da pesce entrambi, il primo perfetto per delle crudità, il secondo per un risotto al granchio o per un guazzetto di gamberi.


Altra isola decisamente interessante dal lato opposto della Grecia, nel mezzo del mar Egeo, è Santorini con l'azienda Gavalas Winery. Assaggiati 3 vini bianchi tutti di grande spessore, il primo, un Katsano (vitigno coltivato solo da questa azienda) dà un vino scarico, minerale, leggermente fruttato ma di buona struttura, grande acidità e lunga persistenza. Ottimi anche i due vini prodotti col vitigno simbolo dell'isola, l'Assyrtiko. Il primo con vinificazione tradizionale colpisce per l'eleganza dei profumi da piccoli fiori gialli a frutti bianchi e note salmastre, per la grande freschezza, la sapidità, il corpo e la lunga persistenza. Il secondo, prodotto con lunga permanenza dei lieviti, al naso ricorda alcuni vini spumanti prodotti col metodo ancestrale mentre in bocca è naturalmente fermo con questa forte nota di lievito ed un buon corpo.
Un altro bianco che mi ha colpito è il Moscofilero di Skouras Domain, dal vitigno omonimo, tipico del Peloponneso, nel sud della Grecia. Il vitigno ha una buccia rosata e dà vini con sentori aromatici che ricordano vagamente un Gewurtztraminer o un Moscato Giallo. Infatti al naso colpiscono i sentori di litchi, rosa, mango ed in bocca sorprende la morbidezza accompagnata da una acidità pronunciata e una sottile sapidità.

Altro vino interessante sempre dal Peloponneso, da Palivos Estate, lo Stone Hills, un blend di Malagousia (della grande famiglia delle Malvasie?) e Chardonnay. Al naso l'aromaticità della Malagousia è ben supportata dall'acidità e dalla struttura data dallo Chardonnay.
Ultima regione analizzata è nel nord della Grecia, in Macedonia con Chrisohoou Estate col suo Xinomavro vinificato in bianco, un vino leggermente fruttato e floreale e veramente tagliente con una acidità predominate.
Passando poi ai rossi decisamente molto interessanti ma anche difficili per un palato toscano. Grande vitigno l'Aghiorghitiko, tipico del Peloponneso, capace di dare vini potenti con dei sentori di frutta rossa surmatura, spezie e delle interessanti note minerali, balsamiche e di erbe aromatiche. Di Skouras Domain di rilievo il Saint George Nemea, vino apparentemente un poco rustico ma di grande impatto, complesso, potente, persistente, da grandi carni rosse. Di Palivos Estate da citare Ammos Reserve Terra Leone, sempre potente e persistente. Vini da affinare ed aspettare con curiosità. Di Oinigos interessante il Metropolis Gold sempre di gran corpo, colore scuro e notevole finezza.
Dall'isola di Cefalonia anche un rosso interessante, il Mavrodaphne of Kefalonia, un vino scuro, con sentori di spezie e frutta rossa surmatura, cupo, di gran corpo e con un tannino decisamente pronunciato ed allappante. Da invecchiare.
Il vitigno tipico del nord della Grecia invece è lo Xinomavro, che abbiamo già trovato vinificato in bianco. I due rossi di Chrisohoou Estate sono anche esse vini potenti, tannici, fruttati e speziati ma anche eleganti e morbidi.

Infine dalla Macedonia i due rossi da vitigni internazionali di Chateau Lazaridi tra cui spicca decisamente il Nico Lazaridi Magic Mountain Red, un blend di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc con uve perfettamente mature, fine al naso con sentori di frutta rossa matura, piacevoli note erbacee, pepe, chiodi di garofano, vaniglia, in bocca morbido, vellutato e con buona persistenza.
E per finire un bel vino dolce da Santorini, il Vinsanto di Gavalas Winery, un blend di Assyrtiko, Athiri e Aidani, vino dal colore ambrato con note di frutta secca e confettura di fichi, in bocca è piacevole e la buona acidità ben bilancia il considerevole residuo zuccherino.
Degustazione decisamente divertente e didattica, vini piacevoli ed interessanti, purtroppo praticamente introvabili in Italia. Per ora almeno....

martedì 3 marzo 2015

Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, 16 Febbraio 2015

Dopo un anno di assenza torniamo in quel di Montepulciano per l'anteprima del nobile vino qua prodotto.
Gli attori della serata dovrebbero essere (il condizionale è d'obbligo come vedremo) il Vino Nobile di Montepulciano 2012, la Riserva 2011 ed il Rosso di Montepulciano 2013.
Arriviamo a Montepulciano nel primo pomeriggio e subito ci addentriamo nella degustazione, divisa come sempre su due piani con i produttori disposti in ordine alfabetico. Sarebbe interessante una disposizione per zone data l'estrema differenza tra i  vari vigneti.
Come ogni anno i vini in degustazione sono stati molto eterogenei così come le annate con Vino Nobile di Montepulciano Riserva dal 2008 al 2011, Vino Nobile di Montepulciano dal 2009 al 2012 e Rosso di Montepulciano dal 2010 al 2013.
Visto il tempo a disposizione non abbiamo assaggiato i vini di tutte le aziende e quindi ci limiteremo a citare gli assaggi per noi più significativi.
Cominciamo a parlare dei vini e delle aziende, in rigoroso ordine alfabetico.
L'azienda Antico Colle ci ha colpito maggiormente con il Vino Nobile di Montepulciano 2011, un Prugnolo Gentile in purezza che si presenta con un bel rosso rubino, al naso prevalgono i piccoli frutti rossi che si ritrovano anche in bocca, il tutto accompagnato da un tannino deciso ed avvolgente e da una buona freschezza.
A seguire il sempre presente Bindella con vini tutti molto ben fatti ma con un vero fuoriclasse, il Vino Nobile di Montepulciano I Quadri 2011. Solo Sangiovese, cioè Prugnolo Gentile volevo dire, affinato 18 mesi in tonneaux e 12 mesi in bottiglia. Nel bicchiere questo Nobile è di un bel rosso rubino brillante, al naso i sentori del legno si fondono alla perfezione col frutto del Sangiovese, tanti piccoli frutti rossi. In bocca il vino è pieno, il tannino presente e bello fitto, l'acidità è decisa ed il vino ha una lunga persistenza. Da citare anche il Rosso di Montepulciano Fossolupaio 2013 con un bel frutto fresco al naso ed una grande beva, un vino perfetto per tutti i giorni.

Veniamo quindi all'Azienda Casale Daviddi con diversi vini di buona qualità tra i quali quelli che ho preferito sono stati il Rosso di Montepulciano 2013 ed il Vino Nobile 2011. Il primo di un bel colore rubino intenso, al naso un mix di fiori e piccoli frutti rossi con delle note minerali. In bocca la freschezza e la morbidezza del tannino ne fanno un vino dalla grande beva. Il Vino Nobile 2011 presenta anche lui delle note di frutta rossa matura, fiori secchi, sentori minerali ed in bocca un bel tannino ancora giovane ed una bella freschezza che invogliano decisamente la beva.

Una sicurezza come sempre Contucci con un bel tandem di cru, il Pietrarossa ed il Mulinvecchio. Minerale e fruttato il primo, complesso e più austero il secondo. Anche il Vino Nobile 2012 lascia già presagire grandi potenzialità. Gli diamo appuntamento a fine 2016 quando sarà messo in commercio.
Da citare anche l'azienda Romeo con un grande Vino Nobile di Montepulciano Lipitresco 2010. Il vino nel bicchiere ha un bel colore rosso rubino, al naso veniamo colpiti da un'esplosione di frutta rossa, fiori, note balsamiche e spezie dolci, In bocca il vino è fresco, il tannino è aggressivo ma piacevole, un vino elegante e molto persistente.
Grandi vini anche quelli di Tenuta di Gracciano della Seta, tutti e 3 di livello. In particolare il Rosso di Montepulciano 2013 ha un bel frutto, è morbido ed ha una bella beva. Il Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2010 si presenta di un bel colore Rosso Rubino, al naso frutta matura e spezie, in bocca è morbido, elegante con un tannino vellutato ed una bella freschezza accompagnata da una lunga persistenza.
Per finire l'azienda Tiberini con vini di grande colore e austerità. Di grande livello tutti i vini assaggiati ed in particolare le due riserve 2008. Il Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2008 Vigneto Campaccio, da suoli argillosi, si presenta di un bel rosso rubino carico, al naso si percepiscono note di frutta rossa e spezie, in bocca ha un gran corpo, un tannino potente ma elegante ed una lunga persistenza. Il Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2008 Vigneto Fossatone, da terreno più sassoso, di un bel colore rubino intenso, al naso sprigiona note di frutta rossa matura, fiori secchi e spezie un po' più piccanti. In bocca ha un bel corpo, è fresco e persistente.
Per concludere un bel pomeriggio con molti buoni assaggi, vini molto diversi tra loro ma dalle caratteristiche intriganti da una delle zone più vocate al mondo per il vino di qualità e dove si possono ancora trovare vini con un grandissimo rapporto qualità-prezzo.

L.




mercoledì 25 febbraio 2015

Il Classico della Berardenga: la zonazione del Chianti Classico sarà possibile?

Giovedì 29 Gennaio all'interno della bellissima Certosa di Pontignano si è svolta una manifestazione unica nel suo genere, Il Classico della Berardenga.
Protagoniste 29 aziende di Castelnuovo Berardenga che, messi da parte per una volta contrasti e rivalità, si sono riunite insieme per promuovere un territorio ed il suo vino di punta, il Chianti Classico.
L'iniziativa è partita dalla "piccola" Valeria Losi che ha avviato una sorta di riunioni carbonare tra produttori, prima pochi e poi sempre di più, durante le quali venivano assaggiati i vini delle varie aziende e scambiate impressioni ed idee. Il gruppo si è allargato sempre di più fino a coinvolgere praticamente tutte le aziende della Berardenga, dal colosso San Felice ai micro-produttori.

Il passo successivo è stato questo incontro per ufficializzare questo gruppo di aziende in realtà riunite in maniera assolutamente non ufficiale, una sorta di gruppo di lavoro per rilanciare questo bellissimo territorio.
La cosa interessante è che non si è cercato di unificare tutte queste aziende cercando di proporre la Berardenga come un cru ma tutt'altro, si è cercato di mettere proprio in evidenza la ricchezza di questo territorio, la sua eterogeneità, dove ogni azienda è un caso a parte. Infatti all'interno del comune di Castelnuovo Berardenga si trovano terreni di diversa origine geologica, esposizioni molto diverse ed anche diversi microclimi.
E la degustazione che ha seguito il convegno ha evidenziato ancora meglio queste differenze con vini di qualità ma estremamente diversi tra loro e personalmente mi ha portato ad effettuare alcune riflessioni.



Negli ultimi anni si sta parlando molto di una zonazione del Chianti Classico e di trattare alcune zone come un unico grande cru. E sarebbe bellissimo se in un futuro potessimo trovare sulle bottiglie i nomi dei vari cru, sia per il consumatore che per gli stessi produttori.
I problemi nel Chianti Classico sono però molti, anche se però in realtà problemi non sono ma solo un'estrema ricchezza e varietà. Sarà però molto difficile a mio avviso avere una Borgogna o una Langa Chiantigiana; perche?
Innanzitutto quel 20% di vitigni a bacca rossa non Sangiovese permessi nel disciplinare del Chianti Classico. In Borgogna troviamo praticamente solo Pinot Noir per i rossi e solo Chardonnay per i bianchi, nelle Langhe solo Nebbiolo per Barolo e Barbaresco, nel Chianti no.
E poi le tecniche di vinificazione e di affinamento estremamente diverse da azienda ad azienda.
Pensate a due aziende limitrofe con vigneti con stessa esposizione, terreno e microclima. Stesse precipitazioni annue, stesse rese per ettaro e stesso sistema di potatura per farla semplice. Un'azienda produce un Chianti Classico con Sangiovese in purezza con brevi macerazioni sulle bucce ed affinamento in cemento. L'altra azienda ci aggiunge anche un 10% di Merlot ed un altro 10% di Cabernet Sauvignon, fa delle macerazioni prolungate ed affina il tutto in barrique di rovere americano nuove. Due vini totalmente diversi!
Poi pensiamo anche al fatto che molti Chianti Classico sono blend di uve da varie zone, soprattutto nei vini prodotti da alcuni grandi produttori.
Quindi dobbiamo intenderci su cosa intendiamo col termine cru. Se lo riferiamo al vino per includere vini prodotti con uve da una certa zona e simili tra loro commettiamo un grande errore, se ci riferiamo ad una zona che ha delle caratteristiche pedo-climatiche molto omogenee che influenzano in un certo modo i vini prodotti va bene. Solo che queste caratteristiche possono non essere poi espresse dai vini prodotti. E allora?
Innanzitutto sarà necessario effettuare una zonazione precisa del Chianti Classico tramite analisi pedo-climatiche identificando delle micro-aree anche all'interno di uno stesso comune. L'esempio di Greve è emblematico con i cru di Lamole e Panzano ai due estremi.
E anche all'interno del Comune di Castelnuovo Berardenga andranno evidenziate almeno 3-4 micro-aree atte a divenire cru.
Poi inizia un altro discorso perché per poter parlare di cru bisogna anche riscontrare "potenzialmente" nei vini prodotti nelle zone in questione delle caratteristiche identificative di pregio.
Sarà un lavoro lungo e stancante che forse non darà i risultati sperati ma che ci renderà almeno più consapevoli dell'enorme patrimonio che la natura ci ha fornito i questo piccolo angolo di Toscana.

L.


giovedì 12 febbraio 2015

Il Sommelier dell'anno Fisar 2014

Oggi vi parlerò di un'avventura nata improvvisamente nella primavera del 2014, quando ho deciso di iscrivermi alle selezioni del Centro Italia per il Miglior Sommelier Fisar 2014.
Un po' per la voglia di mettermi alla prova, un po' per pura follia, in una decina di giorni ho fatto una preparazione molto intensiva con la speranza di qualificarmi e poter poi preparare con calma la finale. E così è stato.
Dopo il secondo posto alle selezioni ho iniziato da una parte a ripassare la teoria (la cosa di cui avevo forse meno bisogno) e dall'altra a fare (molta) pratica nel servizio e nella degustazione.
Grazie al prezioso aiuto e sostegno di Bianca, alla pazienza di Laura ed Andrea (Maggi e Micheli rispettivamente) nel servizio ed ai consigli di Giampaolo (Zuliani) nella degustazione sono arrivato alle finali decisamente più preparato ed un poco più sicuro.
Venerdì 17 Ottobre, verso fine mattina arriviamo a Bologna ed appena arrivato in hotel vado a mettermi in tenuta da lavoro, lo smoking!

La tensione prima della gara era molta ed i concorrenti sembravano tutti molto agguerriti.
Iniziamo con la prova scritta, quella in cui mi sentivo più preparato ed infatti va tutto bene.
Poi il sorteggio per la prova orale e pratica e pesco il n.2, secondo!
Dopo una trepidante attesa entra il primo candidato ed il tempo passa lento e pieno di tensione. Quando finalmente esce il primo candidato entro spedito nella stanza, armato di Tastevin, cavatappi, frangino, termometro e la mia pinza per gli spumanti, i cinque immancabili strumenti del Sommelier.
Inizio subito con la prova di servizio al tavolo, prendo la comanda, scelgo il vino, lo presento al tavolo, lo stappo, lo assaggio ed infine lo servo ai commensali. Tutto abbastanza bene.
Quindi la degustazione alla cieca di un vino, uguale per tutti gli aspiranti. E' un rosso dal colore cupo e dai sentori di frutta rosse e spezie, di buona struttura e persistenza. Finita la degustazione si parte con l'orale, una domanda da ognuno dei 6 giurati, si spazia dall'enografia alla viticoltura, dalla degustazione agli abbinamenti. Anche l'orale va piuttosto bene.

Mi accomodo in sala a pensare all'esame ed ad osservare gli altri candidati. Quando anche l'ultimo candidato, il nono, ha terminato la prova ci riuniamo tutti davanti alla giuria per un'ultima domanda ciascuno.
Finalmente tutto è finito, ma l'attesa è ancora lunga perché la proclamazione verrà fatta la sera successiva durante la cena di gala.
Il venerdì ed il sabato passano lenti e l'attesa si fa sempre più fremente. Finalmente inizia la cena di gala ed inizio il servizio dei vini ai tavoli. Quando la cena volge al termine e dopo numerose premiazioni giunge finalmente il momento della proclamazione del vincitore del trofeo Rastal Miglior Sommelier dell'Anno 2014 Fisar. Viene proclamato il terzo classificato, Elena Burroni della Delegazione di Siena Valdelsa, una brava e giovane sommelier anche lei alla prima partecipazione. Poi il secondo, Vincenzo Lauria della Delegazione di Treviso. A questo punto inizio veramente a pensare che il sogno impossibile potesse veramente avverarsi e quando viene annunciato il mio nome seguito dalle urla degli amici, impazzisco di gioia, esulto e non capisco più nulla. Mi precipito sul palco, prendo tutti i premi, lancio saluti a tutti quelli in sala e poi quando tutto e finito vado ad abbracciare la mia Bianca e tutti gli amici in sala. Una gioia immensa ed una grande soddisfazione. E spero che questo sia solo l'inizio di una bella storia!
L.

venerdì 23 gennaio 2015

Tempo di Anteprime del vino in Toscana: 2015

Anche quest'anno pubblichiamo una breve agenda delle principali manifestazioni del vino e dell'enogastronomia di inizio anno.
Si inizia con Buy Wine 2015 il 13 e 14 Febbraio presso la Fortezza da Basso a Firenze. Saranno presenti circa 284 produttori e l'evento è riservato agli operatori del settore.
A seguire l'Anteprima del Chianti il 14 febbraio e quella collettiva di 11 denominazioni del 15 febbraio all'Hotel Baglioni. Presenti: Vini Doc BolgheriMorellino di Scansano,MontecuccoVini CortonaVini di CarmignanoValdarno di Sopra DocVino OrciaBianco di Pitigliano e SovanaGrandi Cru della Costa ToscanaColline Lucchesi e Maremma Doc
Il 15 e 16 Febbraio si terrà l'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano presso la Fortezza di Montepulciano. Ospiti d'onore il Vino Nobile di Montepulciano 2012, la Riserva 2011 ed il Rosso di Montepulciano 2013.
In contemporanea sempre il 15 e 16 Febbraio invece si terrà l'Anteprima della Vernaccia al Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada a San Gimignano.


Il 17 e 18  Febbraio invece presso la Stazione Leopolda di Firenze potrete partecipare a Chianti Classico Collection 2015 con campioni di botte dell'annata 2014, anteprima del Chianti Classico 2013 e della riserva 2012. Presenti circa 140 produttori. Un evento decisamente da non perdere. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile degustare gli oli extra vergine di oliva DOP Chianti Classico.
Proseguiamo poi con Benvenuto Brunello il 22 e 23 Febbraio a Montalcino con la presentazione del Brunello di Montalcino 2010, la Riserva 2009 ed il Rosso di Montalcino 2013.
Una delle più belle degustazioni in Italia si terrà poi il 1 e 2 Marzo presso l'Una Hotel di Lido di Camaiore, Terre di Toscana 2015 con circa 130 produttori e 600 etichette a rappresentare il top della produzione enologica toscana.
In anticipo rispetto al solito dal  22 al 25 Marzo a Verona torna come ogni anno il Vinitaly, la più grande fiera italiana sul vino durante la quale è possibile assaggiare vini da tutta Italia, dalle etichette più rinomate alle denominazioni più sconosciute. Sono inoltre presenti numerosi produttori francesi ed alcuni da altre aree vitivinicole europee e non.
Dal 21 al 23 Marzo a Villa Favorita (Vicenza) si terrà Vinnatur, una degustazione di vini naturali con vigneron da tutta Europa.

Ma passiamo al cibo con Tirreno CT che si terrà presso Carrara Fiere dal 22 al 26 Febbraio. In questa enorme fiera potrete trovare macchinari per la ristorazione, prodotti gastronomici, vino, birre e completi d'arredo, il tutto non solo per il ristoratore e l'albergatore ma anche per il semplice appassionato.
Anche le eccellenze gastronomiche di Taste tornano dal 7 al 9 Marzo presso la Stazione Leopolda di Firenze. Un'occasione per tutti per gustare prelibatezze gastronomiche e diverse birre artigianali italiane.

giovedì 22 gennaio 2015

Sapori dell'Etna: Degustazione dei vini di Passopisciaro 21-01-2015

Mercoledì 21 gennaio presso i ristorante I Cinque Sensi di Firenze si è tenuta una bella degustazione con tutti i vini dell'azienda etnea Passopisciaro.
La degustazione, organizzata dall'amico Davide Bonucci dell'Enoclub Siena, è stata guidata per la parte teorica dal Gabriele Grazi, enologo dell'altra tenuta aziendale (Tenuta di Trinoro) e per la parte degustativa da me.
L'Azienda Passopisciaro è nata grazie alla volontà di Andrea Franchetti nel 2001 e prende nome dal borgo di Passopisciaro nel comune di Castiglione di Sicilia.
Parlare di Etna è sempre un'emozione e prima di poter descrivere i fantastici vini che questa regione può regalarci bisogna fare alcune piccole precisazione.
La zona dell'Etna è di origine vulcanica e quindi i terreni su cui vengono piantate le viti, spesso a piede franco, sono essi stessi formati in seguito a colate laviche successive. Una spiegazione più approfondita la lascio per un post successivo ma basti sapere che il risultato finale di tutto ciò è un'estrema eterogeneità dei terreni, anche a distanza di pochi metri, fattore che si riversa sui vini prodotti.

Il Nerello Mascalese per certi versi è un po' il Pinot Nero etneo in quanto è capace di trasferire al vino tutte le differenze date dal terreno dal clima e dall'annata, dal terroir in poche parole.
Ma non mi dilungo oltre e passo ad una descrizione dei vini degustati, tutti 2012 ad eccezione del bianco GUARDIOLA, un 2013. E proprio con questo parte la degustazione, l'unico bianco della serata ed uno dei pochi Chardonnay prodotti nell'Etna. Il vino fa un breve passaggio in grandi botti di legno e poi viene affinato in cemento. Guardiola si presenta nel bicchiere con un bel colore giallo dorato chiaro, cristallino e molto trasparente. Al naso le note principali sono quelle minerali, fattore comune a tutti i vini etnei, frutta bianca (pera) e agrumi, piccoli fiori bianchi. In bocca è un vino sapido, fresco, persistente con un finale agrumato e leggermente floreale e vegetale. Ancora giovane ma dalle belle prospettive.
Secondo vino il PASSOPISCIARO, l'unico blend di varie contrade, il primo vino aziendale prodotto e forse anche il punto di forza. Andrea Franchetti per il suo modo di intendere il vino vicino a quello di Bordeaux effettua delle vendemmie tardive e delle macerazioni piuttosto lunghe con il risultato che i suoi vini sono più scuri, concentrati e alcolici di altri e facilmente riconoscibili. In ogni caso il colore è quello di questo vitigno, un bel rosso rubino chiaro e brillante. Al naso il vino si apre con note di piccoli frutti rossi, violetta, note balsamiche e dopo un po' di permanenza nel bicchiere vengono fuori anche le spezie con distinti sentori di cacao. In bocca il vino è molto fresco, quasi tagliente, il tannino è ben presente, buona la sapidità e la persistenza. Un vino decisamente giovane ma con un grande avvenire.
A questo punto iniziamo con la  degustazione dai vini dalle singole contrade i Cru.
Partiamo con il RAMPANTE, da un vigneto oltre i mille metri. Il vino si presenta nel bicchiere con un bel rosso rubino chiaro, brillante, al naso note di macchia mediterranea, salvia, rosmarino, piccoli frutti rossi, arancia rossa. In bocca è soave, fresco, tannico ancora giovane ed in divenire.
Seconda contrada CHIAPPEMACINE sita a circa 550 m slm. Colore rosso rubino più intenso del precedente, al naso frutta rossa, fiori freschi, e note minerali, quasi ematiche. In bocca è fresco, sapido, giustamente tannico e anche questo ancora decisamente giovane.
Passiamo quindi alla contrada SCIARANUOVA, tra 850 e 900 m, un vino di un bel rosso rubino chiaro, al naso nette note di fragoline di bosco e piccoli frutti rossi in prevalenza. In bocca è il più equilibrato fino a questo punto con una buona acidità ed un tannino ben bilanciato il tutto accompagnato da una buona morbidezza.
Prossima contrada è GUARDIOLA, tra 800 e 1000m, un vino rosso rubino chiaro che al naso presenta note di arancia rossa, piccoli frutti rossi, mandorla amara. In bocca è un vino di corpo, fresco, giustamente tannico, morbido, quasi pronto.
Ultima contrada PORCARIA, tra 600 e 700m, la più prestigiosa per l'azienda. Colore rosso rubino, al naso sentori dei frutta rossa, note minerali, spezie, liquirizia. In bocca è il più morbido, equilibrato, il più bordolese e pronto.
Per finire una curiosità, il FRANCHETTI, omonimo del produttore, un blend di Petit Vedot (70%) e Cesanese di Affile (30%) affinato in barrique nuove. Un omaggio del produttore alla sua Bordeaux, ed alla sua terra di origine, il Lazio. Un vino totalmente diverso dagli altri che si presenta nel bicchiere con un colore rosso porpora intenso, al naso forti note di iodio, affumicate, frutta rossa matura, boisé. In bocca è un vino di gran corpo e freschezza, un tannino ancora molto potente e che avrà bisogno ancora di 4-5 anni di bottiglia per poter essere apprezzato in tutta la sua potenzialità.
Per concludere direi che è stata proprio una bella serata, tra amici, in cui ho imparato qualcosa e soprattutto degustato dei grandissimi vini.
Un grazie di cuore a Davide Bonucci che mi ha dato la possibilità di partecipare e di guidare questa bella degustazione.
Livio

martedì 14 gennaio 2014

Tempo di Anteprime del vino in Toscana: 2014

Anche quest'anno pubblichiamo un breve sunto delle principali manifestazioni del vino e dell'enogastronomia di inizio anno.
Si inizia con Buy Wine 2014 il 16 e 17 Febbraio presso la Fortezza da Basso a Firenze. Questa edizione sarà dedicata alle piccole denominazioni emergenti con una sorta di Anteprima delle piccole denominazioni definita Anteprime di Toscana. Saranno presenti circa 280 produttori e l'evento è riservato agli operatori del settore.
In contemporanea  il 16 e 17 Febbraio si terrà l'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano presso la Fortezza di Montepulciano. Ospiti d'onore il Vino Nobile di Montepulciano 2011, la Riserva 2010 ed il Rosso di Montepulciano 2012.
Sempre il 16 e 17 Febbraio (giorni veramente ricchi di impegni) a San Gimignano si terrà l'Anteprima Vernaccia di San Gimignano con la Vernaccia di San Gimignano 2013 e la Riserva 2012.

Il 19 Febbraio invece presso la Stazione Leopolda di Firenze potrete partecipare a Chianti Classico Collection 2014 con campioni di botte dell'annata 2013, anteprima del Chianti Classico 2012 e della riserva 2011. Presenti circa 140 produttori. Un evento decisamente da non perdere. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile degustare gli oli extra vergine di oliva DOP Chianti Classico.
Proseguiamo poi con Benvenuto Brunello il 23 e 24 Febbraio a Montalcino con la presentazione del Brunello di Montalcino 2009, la Riserva 2008 ed il Rosso di Montalcino 2012.
Una delle più belle degustazioni in Italia si terrà poi il 2 e 3 Marzo presso l'Una Hotel di Lido di Camaiore, Terre di Toscana 2014 con circa 130 produttori e 600 etichette a rappresentare il top della produzione enologica toscana.
Dal 6 al 9 Aprile a Verona torna come ogni anno il Vinitaly, la più grande fiera italiana sul vino durante la quale è possibile assaggiare vini da tutta Italia, dalle etichette più rinomate alle denominazioni più sconosciute. Sono inoltre presenti numerosi produttori francesi ed alcuni da altre aree vitivinicole europee e non.
Dal 5 al 7 Aprile a Villa Favorita (Vicenza) si terrà Vinnatur, una degustazioni di vini naturali con vigneron da tutta Europa.
Il 10 e 11 Maggio si terrà a Lucca presso il Real Collegio l'Anteprima dei Vini della Costa con vini dei produttori delle province costiere di Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto.

Ma passiamo al cibo con Tirreno CT che si terrà presso Carrara Fiere dal 23 al 27 Febbraio. In questa enorme fiera potrete trovare macchinari per la ristorazione, prodotti gastronomici, vino, birre e completi d'arredo, il tutto non solo per il ristoratore e l'albergatore ma anche per il semplice appassionato.
Anche le eccellenze gastronomiche di Taste tornano dall'8 al 10 Marzo presso la Stazione Leopolda di Firenze. Un'occasione per tutti per gustare prelibatezze gastronomiche e diverse birre artigianali italiane.


giovedì 9 gennaio 2014

Cortona e i suoi Syrah 2013

A Firenze lo scorso 24 Ottobre si è tenuta presso La Divina Enoteca una degustazione dei Syrah di Cortona in collaborazione con il Consorzio Vini Cortona e la Fisar Delegazione Firenze
Le aziende presenti sono state 10 ed i vini in degustazione 15 Syrah Cortona DOC.
La zona di Cortona negli ultimi anni si è conquistata una sempre maggiore fama per gli ottimi vini prodotti, in particolare per eleganti e corposi vini a base di Sangiovese e soprattutto per i suoi Syrah divenendo forse l'unica zona in Italia famosa per questo nobile vitigno.
Il Syrah sembra sia stato introdotto nel cortonese in età napoleonica ma solo negli ultimi 15-20 anni è stato coltivato e vinificato in maniera più attenta e selettiva ed ha dimostrato di aver trovato in queste colline un ottimo terroir. 





I produttori ed i vini presenti alla serata sono stati:
Baldetti Alfonso Crano 2010
Fabrizio Dionisio Il Castagno 2010 e Castagnino 2012
Giannoni Fabbri  Amato 2010
Il Fitto Il Fitto 2010
I.S.I.S. A. Vegni Cortona Syrah Doc 2009
I Vicini Laudario 2010
La Braccesca Achelo 2011 Bramasole 2008
Stefania Mezzetti Principe 2010
Tenimenti Luigi d'Alessandro Borgo Syrah 2011Borgo Syrah Vecchie Vigne 2010 Il Bosco 2009
Tenuta Montecchiesi Klanis 2010 Selverello 2012

Tutti gli assaggi si sono dimostrati di livello e tutti i vini hanno denotato alcune caratteristiche comuni, espressione del terroir Cortonese.
Il Syrah di Cortona si presenta con un colore rosso rubino intenso, quasi impenetrabile, al naso spiccano note di frutta rossa matura e spezie, in particolare il pepe nero, la nota varietale più tipica del Syrah.
In bocca sono vini corposi, con un tannino ben presente, una discreta acidità ed una buona persistenza. 


Visto il grande successo della serata, l'evento verrà riproposto anche negli anni a venire.

giovedì 19 dicembre 2013

Toscana, Terra di Vermentino

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un fenomeno un poco inatteso e per certi versi indecifrabile, la lenta ascesa dei bianchi toscani. Grazie ad alcuni abili produttori la Vernaccia di San Gimignano ha saputo esprimere tutto il suo potenziale e fornire interessanti interpretazioni di questo antico vitigno. Anche il nostro classico blend Trebbiano e Malvasia ha saputo regalarci diverse soddisfazioni, grazie ad una più attenta cura in vigna, ad una raccolta un poco anticipata, ad un miglioramento delle tecniche di vinificazione e soprattutto ad un reale interesse a produrre bianchi di qualità anche con i nostri vitigni "poveri". E poi i soliti internazionali, Chardonnay e Sauvignon Blanc su tutti. In zone un poco più fredde (Rufina ed Appennino) alcune piccole aziende si sono azzardate a piantare vitigni nordici come il Gewurtztraminer ed il Riesling, con risultati niente male.
Ma il vero trascinatore del vino bianco in Toscana è un altro, un vitigno fino a non molti anni fa piuttosto sconosciuto e relegato ai confini con la Liguria e che oggi è invece coltivato praticamente ovunque, il Vermentino. Il vino prodotto con questo vitigno viene fortemente influenzato dal terroir (il mix di microclima, terreno e tecniche di coltivazione) donandoci vini totalmente diversi in zone diverse come vedremo ben in dettaglio dopo.

Ma andiamo per gradi, e partiamo dalla storia, di cui peraltro non sappiamo molto. Da dove origini questo vitigno ancora non è noto, le ipotesi sono o che si sia diffuso dalla Spagna verso l'Italia ed isole o viceversa dalla Liguria verso isole e Spagna. Secondo un'altra ipotesi il Vermentino potrebbe appartenere, vista l'aromaticità del vitigno, alla grande famiglia delle Malvasie ed essere originario anche del Portogallo.
Il vitigno è più diffuso di quanto si pensi, solo che viene conosciuto con nomi diversi in zone diverse: Rolle nel sud della Francia,  Favorita in Piemonte, Rollo e Pigato in Liguria.
La sua diffusione oggi riguarda quindi principalmente Provenza, Corsica, Sardegna, Piemonte, Liguria e Toscana.
In particolare in Toscana viene coltivato da sempre in provincia di Massa-Carrara nellle zone del Candia e dei Colli di Luni e nella Lucchesia, specialmente a Montecarlo. Ma troviamo il vitigno un po' ovunque sulla costa, da Montescudaio a Bolgheri fino all'estremo sud della Toscana. Ed anche nell'entroterra si sta espandendo sempre di più ed è infatti presente nel Montecucco, nello Scansanese ed in generale in tutta la Maremma.
Quello che mi ha sempre affascinato del Vermentino è la sua ecletticità, la capacità di dare vini totalmente diversi in zone diverse, di far parlare il terroir. Oggi parleremo dei vermentini toscani ma in seguito mi piacerebbe fare una carrellata sui vermentini da tutta Italia ed Europa.

La zone dove si coltiva il Vermentino da più tempo è quella al confine con la Liguria, in provincia di Massa Carrara. Il Colli di Luni Vermentino DOC è forse la sua migliore espressione in questa parte della Toscana. Il Vermentino in queste irte colline dona vini fortemente aromatici con note di frutta esotica, ananas e passion fruit, e di piccole erbe aromatiche. Ad una moderata alcolicità si aggiunge una buona acidità ed una leggera sapidità. Sono vini di pronta beva, freschi e piacevoli, perfetti per accompagnare i piatti a base di pesce tipici della zona.
Simili i Vermentini della doc Candia ma con una vena aromatica meno marcata e spesso prodotti anche in una versione leggermente abboccata.
Anche a Montecarlo troviamo questo vitigno ma qui in uvaggio con gli altri vitigni locali (Trebbiano, Malvasia, Semillon, Roussanne, Sauvignon Blanc) per donarci l'ottimo Montecarlo Bianco, uno dei più piacevoli vini bianchi del centro Italia.
Altra patria del Vermentino è considerata la zona litoranea di Bolgheri, dove anche l'omonima DOC prevede un monovarietale con questo vitigno.
In questa zona il vino prodotto è totalmente diverso da quello dei Colli di Luni. Le note di frutta esotica non sono qui presenti, sostituite da lievi sentori di agrumi e pera e forti note minerali. Il vino è più alcolico, di corpo e sapido, spesso per l'estrema vicinanza dei vigneti al mare e per la diversa conformazione dei terreni. Gli abbinamenti possibili sono sempre piatti a base di pesce ma anche carni bianche e formaggi a pasta molle.

Simile al Vermentino di Bolgheri è quello della costa Grossetana e dello Scansanese, vini minerali, sapidi ed abbastanza alcolici.
Altra zona di elezione del Vermentino è per finire quella del Montecucco, a cavallo tra Montalcino e la Costa. Qua il Vermentino dona vini più profumati e morbidi di quelli costieri, meno sapidi ed abbastanza alcolici.
Negli ultimi anni alcuni produttori hanno anche azzardato ad usare botti di legno per l'affinamento del Vermentino con risultati buoni ma non eccelsi, a mio avviso perché con tale affinamento si perde la vena acida e sapida che più caratterizza questo vitigno.


venerdì 5 aprile 2013

Vinitaly 2013: consigli di degustazione. I vini Dolci

Anche quest'anno il Vinitaly sta per iniziare e anche quest'anno vogliamo darvi qualche consiglio.
Vini da tutto il mondo, soprattutto dalla Francia, ma anche Spagna, Australia, Stati Uniti e... Azerbaijan!!
Nei padiglioni 7 ed 11 potete assaggiare vini da varie regioni francesi, dalla Champagne all'Alsazia, dalla Borgogna a Bordeaux. Sempre rimanendo fuori dall'Italia nei padiglioni 6 ed 11 vi sono degli ottimi vini Sloveni. E già che siete nel padiglione 6 potreste anche provare dei vini Friulani, magari del Collio.
Ed iniziamo la carrellata dei vini dolci. Rimanendo in Friuli, allo stand del consorzio dei Colli Orientali del Friuli potete chiedere del buon Ramandolo, uno dei migliori passiti Italiani da uve Verduzzo e soprattutto del Picolit, il re dei vini dolci. Questi naturalmente dopo aver finito con bollicine, bianchi e rossi, mi raccomando.
Sempre nel padiglione 6 potete assaggiare qualche Moscato Rosa Altoatesino, in D2 da Castel Salleg, B2 da Franz Haas o sempre B2 da Tramin dove non dovreste perdervi anche il Terminum, un ottimo Gewurztraminer passito.

Sfruttate poi questa esperienza per assaggiare quei vini che altrimenti sarebbe molto difficile trovare, quelle piccole realtà a volte sconosciute ma in grado di offrire grandi soddisfazioni.
E visto che siamo in tema di vini dolci, andiamo al padiglione 7B, in Calabria presso lo stand della provincia di Reggio Calabria per provare il Greco di Bianco, uno dei più rari e dei più buoni vini dolci italiani. E già che siete qua provate anche del Montonico Passito. Sempre in Calabria allo stand della Camera di Commercio di Cosenza provate il Moscato Passito al Governo di Saracena di Cantine Viola.
Spostiamoci in Puglia, Padiglione 7 per il Primitivo di Manduria Dolce Naturale, ad esempio allo stand E10 da Racemi per il "Primo Amore".
Un altro piccolo ma grande passito lo trovate al Palaexpo, presso lo stand del Moscato di Scanzo DOCG, il D7. Diversi produttori qua presentono le loro perle.
Per finire andiamo al padiglione 9, stand G3 da Borgo Isolabella ad assaggiare del buon Brachetto d'Acqui e soprattutto il Loazzolo, forse la massima espressione del Moscato Bianco in Italia. Sempre in Piemonte allo stand 22-D3 da Balbiano assaggiate la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, un rosso frizzante stile Brachetto molto piacevole.
Volete ancora qualche vino? e va bene, allora andiamo in Emilia Romagna ad assaggiare un vino quasi introvabile, il Vin Santo di Vigoleno, padiglione 1, presso l'enoteca regionale. Dulcis in fundo il Vino Santo del Trentino, ad esempio quello di Toblino (che a volte ha pure vecchie annate) al pad.3 stand B4 o da Cavit allo stand B3.
E potremmo continuare ancora perché la nostra Italia è ricca di ottimi vini dolci ma penso che per oggi abbiate bevuto già troppo!!!!